Ritengo sia curioso e singolare, il rimando ad una notiziola giusto di 10 anni fa (settembre 1998, per l’esattezza), tratta dalla rivista “PC World Italia” che riportò testualmente:
“Dal Disco Volante all’Hard Disk”.
“Può sembrare la trama di un episodio di X Files: la American Computer Company (ACC) di Cranford, New Jersey, sta realizzando un dispositivo di origine aliena. Il drive prototipale allo stato solido è stato progettato (così dicono) usando un progetto rubato dall’astronave che sarebbe caduta a Roswell, New Mexico, nel 1947. Il drive Transpacitor sarebbe in grado di memorizzare 90 Gigabytes di dati (contro i 6 degli hard disk dell’epoca, notate bene!), anche di tipo terrestre. Meglio non esprimere giudizi fino a quando un esemplare non sarà nei laboratori di PC World…”.
Ritornando al presente, questa notizia oggi fa sorridere, poiché chi vi scrive in questo momento, lo fa davanti ad una tastiera di un pc supportato da una memoria di 160 GB, con un supplementare hard disk esterno di 200. Ma, come noto, ne esistono eccome di più potenti…Persino il mio masterizzatore dvd da tavolo ne possiede altrettanti! Dunque, a cosa possiamo o dovremmo credere? Ad un compiuto progresso tecnologico terrestre maturatosi nel tempo grazie ad un'iniziale soffiata aliena, ad un ritardato ma reale contributo di retro-tecnologia extraterrestre, o ad una semplice burla inventata da alcuni tecnici informatici in vena di eso-commerciali trovate pubblicitarie? Mi domando allora: quando, fra pochi anni supereremo abbondantemente persino le suddette odierne capacità di memoria nei nostri comuni computer, potremo ritenerci soddisfatti di essere più potenti di un…extraterrestre ?!
Pino Morelli